DOTT.SSA ANNA MARIA RITA MASIN

La Psoriasi e l’Ipnosi

La psoriasi è una malattia che coinvolge la pelle, l’organo più esteso e l’unico organo totalmente esterno dell’individuo. Non c’è ancora un comune accordo tra le cause della malattia; alcuni parlano di cause genetiche, altri di malattia autoimmune, altri ancora di stress, uso di farmaci, alcool o di cambiamenti metabolici. Si parla anche di correlazione della psoriasi alle alterazioni del tono dell’umore e a traumi psicologici. Sta di fatto che la psoriasi ha un impatto sociale importante perché la persona può isolarsi, provare vergogna, essere o sentirsi derisa, non accettata qualora le manifestazioni della malattia siano molto evidenti nel suo corpo. Può capitare che la psoriasi sia presente in poche aree e nascoste (gomiti, pianta di piedi, ecc.) oppure in aree molto vaste ed evidenti tipo viso e buona parte del corpo. Per quanto riguarda la cura, nella terapia della psoriasi, oltre a trattamenti specifici localizzati e/o per bocca, ha una larga importanza l’esposizione al sole. Si è evidenziato, infatti, che l’esposizione al sole riduce drasticamente la manifestazione della patologia. Cosa può fare allora l’ipnosi? I fenomeni ipnotici hanno una base neuropsicologica e neurofisiologica. Nell’articolo precedente ho spiegato quali sono le parti della corteccia e del cervello antico (amigdala, ippocampo, ecc) che si attivano e si disattivano a seconda dello stato di rilassamento o di attività cognitiva. In un articolo del 2016 ho parlato dei “neuroni a specchio”, ossia i neuroni che fanno parte dell’area motoria* che si attivano anche se la persona sta immaginando di compiere un’azione. Considerando quanto detto, per chi soffre di psoriasi si può usare l’ipnosi in modo focalizzato, non come percorso psicoterapeutico. Oltre ai primi colloqui, preliminari ed essenziali per preparare un intervento adeguato a quella persona, si strutturano degli incontri che portino la persona a raggiungere inizialmente un buono stato di rilassamento muscolare per, poi, arrivare ad uno stato di rilassamento sempre più profondo. In questo “spazio” attraverso un’induzione adeguata, il terapeuta aiuta la persona a vivere l’esperienza dell’esporsi al sole. La sequenza neuropsicologica alla base di tutto ciò è:

1) far riposare, quanto più possibile, l’emisfero sinistro o dominante (attivo cognitivamente) e far attivare l’emisfero destro (più immaginativo e coinvolto nella concentrazione su sè);

2) far aumentare i momenti della giornata in cui è presente il ritmo alfa (ritmo registrato nell’EEG in stato di rilassamento);

3) con l’induzione, attivare i neuroni a specchio attraverso il racconto e l’elicitazione di esperienze di esposizione al sole. L’esperienza ipnotica permette alla persona di vivere appieno l’esperienza immaginata attraverso l’induzione fatta dal terapeuta, come se fosse veramente in una spiaggia al sole. Gli effetti sono gli stessi. Tutto ciò presuppone non solo un lavoro di collaborazione tra persona e terapeuta ma anche allenamento a casa, inizialmente con il rilassamento muscolare e, in un secondo tempo, anche con l’autoipnosi che viene insegnata dal terapeuta e che viene eseguita dalla persona a casa. Anche questo è un lavoro basato sulla collaborazione tra psicoterapeuta ed assistito.

*fino a pochi anni fa si credeva che i neuroni a specchio fossero un gruppo di motoneuroni; ora si sa che sono tutti i motoneuroni ad essere a specchio (n.d.a.)

LINK
neuroni a specchio: 19 settembre 2016
ipnosi: 30 settembre 2017
traumi: 31 ottobre 2016