DOTT.SSA ANNA MARIA RITA MASIN

I disturbi sessuali

I disturbi della sfera sessuale sono, tra i vari disturbi relazionali e di coppia, quelli che ancora ai giorni nostri sono difficili da raccontare anche in un contesto psicoterapico o di consulenza psicologica. I disturbi sessuali possono manifestarsi sia nella coppia sia nei single e a qualsiasi età. Nella sesso è importante parlare di “ciclo della risposta sessuale” caratterizzata da desiderio, eccitazione fisica e psichica, orgasmo e fase risolutoria o soddisfazione. I disturbi sessuali possono riguardare tutte le fasi, sia nei maschi che nelle femmine. I disturbi sessuali possono essere primari (se la persona ha sempre avuto quella particolare manifestazione sin dall’inizio dell’attività sessuale) o secondari (se quel particolare disturbo si è manifestato in quel particolare momento o con quel partner ma non prima).


La carenza del desiderio sessuale: è un problema molto diffuso e può riguardare sia il maschio che la femmina; è importante sapere se la persona è indifferente a qualsiasi stimolazione sessuale (sia interno che esterno alla coppia) e da sempre (primario) oppure se risponde solo agli approcci del proprio partner. Nella carenza primaria del desiderio sessuale è importante indagare anche l’educazione sessuale ricevuta. Nella carenza secondaria del desiderio sessuale, il disturbo è legato solitamente o a difficoltà relazionali in generale oppure è legato ad un evento determinato (nascita di un figlio, assunzione di farmaci o droghe, ecc.). Solitamente negli uomini questo disturbo è associato a problemi con dell’erezione o con l’eiaculazione.

La carenza dell’eccitazione sessuale: si manifesta con la mancanza delle risposte fisiologiche legate alla fase dello stimolo sessuale e con l’assenza delle sensazioni associate all’eccitazione sessuale. Di solito questo disturbo è legato ai cambiamenti ormonali legati al parto, alla menopausa ed ai suoi cambiamenti ormonali;
L’anorgasmia può essere primaria/totale se la donna non prova orgasmo in nessun tipo di attività sessuale; se è secondario/situazionale il disturbo è solitamente associato a difficoltà di relazione in generale con il partner e, anche, ad una carenza secondaria del desiderio sessuale.
Vengono indicati con il termine dispereunia i dolori durante il rapporto sessuale. Nelle donne e possono essere o localizzati all’imbocco della vagina (causati da un leggero vaginismo, mancanza di eccitazione, un’infezione vaginale, ecc.) oppure manifestarsi nella penetrazione profonda (di solito hanno origine organiche); negli uomini si manifesta nel dolore durante l’eiaculazione e sono legati ad infezioni.


Le fobie sessuali: possono essere isolate e specifiche (come per es. l’avversione per il liquido seminale) oppure associate ad altre disfunzioni (come una carenza del desiderio sessuale). Le fobie sessuali non impediscono di avere rapporti sessuali ma di godere appieno del piacere sessuale.
Un disturbo disturbi sessuale tipicamente femminile è il vaginismo, caratterizzato dalla contrazione dei muscoli che circondano l’entrata della vagina che impedisce o rende molto dolorosa la penetrazione, una qualsiasi esplorazione vaginale o addirittura l’inserimento di tamponi vaginali. La contrazione è una reazione automatica al di fuori del controllo volontario della donna. Solitamente questo disturbo è primario ma se è secondario è successivo ad un trauma vaginale, come per es. una cicatrice da parto mal riparata, infezioni vaginali ricorrenti, ecc. Inoltre, si può manifestare un’ansia anticipatoria alla penetrazione che può procurare e/o aggravare lo spasmo. Spesso la donna riferisce fantasie o idee distorte riguardo la forma dei propri genitali oppure considera il rapporto sessuale sporco. Il vaginismo si accompagna, solitamente, ad un’inibizione del desiderio sessuale oppure ad un’avversione del contatto fisico.


Nell’ultimo decennio le donne hanno iniziato a parlare di altri due disturbi altamente invalidanti perché impediscono alla donna una vita sessuale sana e soddisfacente e una vita sociale adeguata: la vulvodinia e la PSAS/PGAD. La prima è caratterizzata da fortissimi dolori descritti come sensazione di “aghi che si conficcano nella pelle” oppure lacerazioni vere e proprie e spontanee nella vulva (la parte esterna dell’organo genitale femminile); alcune donne riferiscono di provare un acutissimo dolore anche solo a contatto con l’acqua per l’igiene intima. La seconda sindrome è chiamata PSAS, “Sindrome da Eccitamento Sessuale Permanente” o il PGAD, “Disordine da Eccitamento Genitale Permanente”; le donne con la PSAS/PGAD provano un corredo di sintomi che non riconoscono come propri (sessualità ego-distonica), che sono automatici e fuori dal loro controllo: sono continuamente eccitate a livello genitale, senza che questa eccitazione sia collegata ad uno o a più stimolo sessuali o stimoli che possono essere interpretati come tali. Le donne con la PSAS/PGAD arrivano a provare anche 200 orgasmi al giorno che vengono percepiti come invadenti, autonomi, sgradevoli e al di fuori del loro controllo; un altro grosso problema è che manca la fase di soddisfacimento post-orgasmico che qualsiasi persona prova. Qualsiasi vibrazione (per es.: la vibrazione minima dell’auto o del motorino) possono dare il via al corredo sintomatologico della PSAS/PGAD senza, come ho detto prima, una risoluzione appagante vera e propria. Il risultato di questa situazione sono un continuo stato di tensione, di irritabilità, di nervosismo, di imbarazzo, di vergogna. La PSAS/PGAD sono completamente diverse dalla Ipersessualità. Una donna con Ipersessualità descrive un forte eccitamento, una sessualità molto varia e florida, molte fantasie sessuali anche nella quotidianità e al di fuori dell’atto sessuale vero e proprio. La donna con l’Ipersessualità sente l’appagamento dopo aver raggiunto l’orgasmo e sente che la sessualità le appartiene è sua (ha una sessualità ego-sintonica).


I disturbi sessuali maschili riguardano l’erezione e l’eiaculazione (precoce o ritardata). La disfunzione dell’erezione è maggior problematica per cui gli uomini chiedono aiuto. La disfunzione erettile è molto soggetta all’influenza psicologica, all’ansia, ai disturbi fisici, agli effetti collaterali di farmaci, droghe, alcol, ecc. Tale disturbo tendenzialmente ha cause organiche quando l’uomo non raggiunge mai l’erezione oppure l’erezione è parziale (per es. carenza di irrorazione sanguigna); quando, invece, il disturbo si manifesta con la partner e non per es. nella masturbazione, allora le cause sono psicologiche. L’eiaculazione precoce è tipica del giovane uomo ai primi rapporti sessuali; con l’esperienza l’uomo riesce a controllare la velocità dell’eiaculazione. Si parla di “eiaculazione precoce” quando l’eiaculazione precede oppure avviene pochi secondi dopo la penetrazione. I giovani uomini risolvono con un secondo rapporto sessuale favoriti, anche, da un periodo refrattario breve; altre coppie, solitamente, affrontano il problema o diminuendo il tempo dei preliminari oppure attraverso distrazioni oppure con una masturbazione prima del rapporto sessuale. L’eiaculazione ritardata è un disturbo poco comune e coinvolge anche l’orgasmo. Può essere assoluta, ossia l’uomo non eiacula né con la partner né con la masturbazione oppure può essere parziale, cioè con la masturbazione sì ma con la partner no. Spesso a causare tale disturbo è l’assunzione di certi farmaci (per es. alcuni antiipertensivi, certi antidepressivi, alcuni ipnotici o tranquillanti).

IMPORTANTE: prima di intraprendere qualsiasi trattamento psicoterapico per risolvere i disturbi sessuali è necessario rivolgersi ad un medico andrologo (per i maschi) o ginecologo (per le donne) per escludere e/o considerare eventuali comorbilità organiche.

FONTE: "Guida pratica alla terapia sessuale", Hawton K.; Ed. Astrolabio 1987.
"Ipnosi e terapia sessuale", Araoz D. L.; Ed. Astrolabio 1984.
"DSM-V. Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali".