DOTT.SSA ANNA MARIA RITA MASIN

I disturbi d'ansia

L’ansia è un elemento importante della vita di tutti gli esseri viventi. È, infatti, una risposta atavica che serve sia agli animali sia agli uomini per convogliare tutte le energie del corpo al fine di difendere la propria vita da pericoli improvvisi oppure per affrontare in modo adeguato determinati compiti. Nell’uomo, e soprattutto in questo periodo storico, l’ansia talvolta si manifesta anche quando non c’è la richiesta effettiva e reale oppure quando al momento della prestazione blocca più che stimolarla. In questo caso l’ansia diventa un impedimento.

Secondo la più recente classificazione (DSM-V) i disturbi d’ansia si possono suddividere come segue:


1 - ATTACCO DI PANICO

L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge il suo apice massimo intorno ai dieci minuti ed è caratterizzato essenzialmente da un periodo preciso di intensi paura o disagio accompagnato da un senso di pericolo o di catastrofe imminente e da urgenza di allontanarsi. Oltre a queste principali disturbi si manifestano alcune di queste sensazioni: palpitazioni, sudorazione eccessiva, sensazione di soffocamento e di asfissia, dolore o fastidio al petto, disturbi addominali, vertigini o sensazione di aver la testa vuota, depersonalizzazione o derealizzazione, paura di perdere i controllo, di impazzire o di morire, brividi o vampate di calore.
Molto spesso la persona che soffre di A.P. tende a restringere progressivamente il suo spazio d’azione, fino anche ad arrivare a non uscire più di casa autonomamente per paura dell’insorgenza di un nuovo A.P.; in questo e in tutti gli altri casi molta influenza ha l’ansia anticipatoria, ossia la paura dell’attacco.

2 - AGORAFOBIA

La caratteristica principale dell’Agorafobia senza A.P. è la paura di trovarsi in posti o situazioni da cui sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi oppure in cui sarebbe difficile trovare una disponibilità immediata d’aiuto nei casi in cui si verificassero dei sintomi imbarazzanti o debilitanti (per es.: avere delle vertigini, vomito, incontinenza urinaria o fecale, malessere cardiaco, ecc.). In pochi casi i sintomi si sono verificati in passato e la persona ha il timore che si ripresentino; in molti casi, invece, la persona non ha mai fatto questo tipo di esperienza ma teme che possa succedere. Solitamente la persona agorafobia evita di uscire di casa da sola, di fare la coda, di trovarsi in una folla, di essere in treno, in autobus, ecc. N.B.: È importante che A.P. ed Agorafobia non siano collegati ad un uso/abuso e astinenza di sostanze stupefacenti.

3 - FOBIA SPECIFICA

La caratteristica principale di questo disturbo è la paura marcata e persistente verso oggetti o situazioni specifiche e ben descrivibili; spesso la paura può degenerare in A.P. La persona, comunque, è consapevole che la paura che prova è esagerata. L’intensità della paura varia a seconda della vicinanza dallo stimolo e si può provare al solo immaginare la sua immagine.

4 - FOBIA SOCIALE

È la paura persistente che prova la persona quando è esposto al giudizio degli altri oppure di poter fare qualcosa in modo tale da rimanerne umiliato o imbarazzato. La persona, comunque, è consapevole che la paura che prova è esagerata e, solitamente, tende ad evitare la situazione anche se alcuni cercano di sopportare la situazione e di portare a termine il compito sociale.

5 - DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

La caratteristica principale di questo disturbo è la presenza di comportamenti (compulsioni) o idee (ossessioni) ricorrenti, abbastanza gravi da causare preoccupazione, molta perdita di tempo e interferenti nella quotidianità.
Le ossessioni sono pensieri (persona molto religiosa che pensa di bestemmiare), dubbi (l’aver o meno chiuso il gas, la porta di casa, ecc), impulsi aggressivi (uccidere il proprio figlio), immagini (immagini porno ricorrenti) persistenti e ripetitivi considerati intrusivi, senza senso e non controllabili. La persona, inizialmente, tende a controllare, ignorare, neutralizzare l’insorgenza delle ossessioni con altri pensieri o comportamenti.
Le compulsioni, invece, sono comportamenti ripetitivi (come lavarsi le mani per evitare la contaminazione o lo sporco) o azioni mentali (pregare, contare, ecc.) che servono ad impedire o a sedare ansia o disagio; solitamente la compulsione serve a interrompere il disagio proveniente dall’ossessione oppure per prevenire eventi temuti. Le compulsioni più comuni sono lavarsi e pulire, contare, controllare, richiedere rassicurazioni, ripetere azioni e mettere in ordine; la caratteristica sociale delle compulsioni è che impedisce lo svolgimento di una normale vita quotidiana.

6 - DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS
Le caratteristiche di questo disturbo è il rivivere, attraverso il sogno o attraverso stimoli che si associano, un evento traumatico accaduto che ha messo a repentaglio la propria incolumità/sopravvivenza oppure il rivedere un evento traumatico accaduto ad altri.
Per evento traumatico si intende sia un evento che ha mette in periocolola sopravvivenza propria o altrui (come per esempio terremoti, violenze sessuali, assistere alla morte improvviso di qualcuno, ecc.), oppure un evento che può essere poco significativo per gli altri ma la persona lo vive e lo rivive in modo molto forte (per es.: uno scippo).
Solitamente la persona rivive il trauma o nel sogno, oppure nella quotidianità con ricordi ricorrenti, intrusivi e non controllabili dell’evento. In rari casi la persona è come se stesse veramente rivivendo l’evento, come in uno stato dissociativo con durata variabile. Spesso emerge un forte disagio psicologico o reazioni estreme allorché la persona viene esposta a stimoli simili o che simbolizzano l’evento traumatico (per es.: vedere lo stesso colore dell’auto con cui la persona ha avuto un incidente).
Solitamente la persona cerca di evitare qualsiasi vicinanza con questi stimoli; spesso interviene amnesia totale o parziale dell’evento oppure una iporeattività verso il mondo esterno (“paralisi psichica” o “anestesia emozionale”).
Oltre a questa sintomatologia emergono, anche, ansia, ipervigilanza, e risposte esagerate d’allarme, disturbi del sonno, non presenti prima del trauma.
I disturbi possono manifestarsi immediatamente dopo l’evento e perdurare per un tempo variabile, oppure manifestarsi anche dopo 6 mesi dall’evento.

7- DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO
La caratteristica principale di questo disturbo è la presenza di ansia e preoccupazione eccessive non legate ad una specifica situazione. La persona ha difficoltà a controllare le preoccupazioni, presenta irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione del tono muscolare disturbi del sonno.
Per una corretta diagnosi il disturbo dev’essere isolato e non collegato a ad altri disturbi d’ansia, ad altre patologie né le persona deve aver assunto oppure essere in crisi d’astinenza da uso sostanze stupefacenti, alcol o farmaci.
Questi disturbi possono essere trattati con una terapia farmacologia associata ad una psicoterapia.
Nei disturbi d’ansia la situazione si sblocca facilmente sia con l’ipnosi con trance sia senza trance.
Per il Dist. Post Traumatico da Stress efficace è la rivivificazione o l’ipnosi regressiva.

FONTE: "DSM-V. Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali".
"Paura, Panico, Fobie. La terapia in tempi brevi" Nardone G.; Ed. Ponte alle Grazie 1999.